Chi sono


valsavarenche-prima-neveMi chiamo Davide e ho la fortuna di vivere in un posto meraviglioso, tra le più belle montagne delle Alpi, la Valle d’Aosta. Nato ad Aosta nel 1977, fin da piccolo ho imparato a conoscere le valli e le montagne di casa mia grazie ai miei genitori, che mi portavano a fare lunghe camminate sui sentieri alla scoperta di posti incantati. È da lì che è nata la mia passione per la fotografia: quando per la prima comunione ho ricevuto in dono la mia prima macchina fotografica, una Yashica rossa, ho capito che potevo immortalare la bellezza di quei luoghi, la magia della natura che stavo scoprendo per poter rendere partecipi anche altre persone di queste meraviglie.

Negli anni, ho continuato a coltivare la passione per la montagna e per le escursioni e, di pari passo, quella della fotografia che si è intensificata a partire dal 2013, anno in cui ho iniziato a vivere diversamente anche la montagna: i trekking e i faticosi trail si sono trasformati in lunghe camminate, la velocità dell’ascesa ha lasciato spazio a sguardi più curiosi e attenti su tutto quello che mi circondava. Ho imparato, quindi, a interessarmi e ad apprezzare, le montagne, i tramonti, i panorami, la flora e la fauna e nelle mie foto cerco di trasmettere tutto il mio entusiasmo e la mia passione.

Sono molto legato al Parco Nazionale del Gran Paradiso, sia per la sua varietà di paesaggi, sia per i numerosi animali che si possono incontrare girando nelle sue valli: mi capita spesso di ritagliarmi dei momenti e di immergermi completamente in questo mondo dove le mie due più grandi passioni, la montagna e le fotografia, si coniugano e si completano a vicenda in un sodalizio che rende ancora più unico quello che faccio.

Nella mia esperienza, ho imparato che il mondo della fotografia è tanto vasto, quanto stimolante: è per questo che credo che la mia esperienza sia sempre “in divenire”, che ci siano un’infinità di nozioni e di tecniche da imparare e da sperimentare, spaziando anche in altri settori come lo sport e le gare, dove la velocità, l’adrenalina e l’agonismo possono trascinare il fotografo in un vortice contagioso fatto di emozioni.